La faraona è un uccello di origine africana,  il suo antenato risale al antico Impero Romano, attualmente identificabile con il nord Africa;  anche se è allevata da molto tempo in Italia e si è ben adattata anche nel nostro territorio.
La faraona fa parte della famiglia della selvaggina, raggiunge i 2 kg di peso, ha un piumaggio perlato con piccole macchie chiare che spiccano sulla colorazione di fondo delle penne. La faraona è di taglio medio-grande più della gallina e circa come il fagiano.
L'allevamento della faraona viene praticato soprattutto per la produzione delle carni e più raramente per le uova.
Il sapore della carne è considerato di elevata qualità, il sapore si avvicina a quello delle carni selvatiche ma la tenerezza è tipica delle carni di allevamento domestico tipo pollo, tacchino ecc.La consistenza e il sapore delle carni è molto condizionato dall' età di macellazione degli animali.

La faraona si presta molto alla cottura in forno e ai ferri e se disossata costituisce la base perfetta per arrotolati  pregiati soprattutto se farcita con spinaci o altre verdure lesse.

In Romagna, la faraona, costituisce un ingrediente quasi insostituibile per il brodo di carne assieme alla carota, sedano e cipolla.  Dal punto di vista nutrizionale, le carni della faraona sono quasi sovrapponibili a quelle delle altre specie aviarie; si evince una maggior (seppur lieve) grassezza del muscolo, mentre la pelle risulta decisamente più corposa; dopo tutto, questo è il motivo per cui la faraona è frequentemente destinata alla preparazione del brodo di carne.

L'apporto energetico della faraona è moderato perchè ha pochissimi grassi , è ricca di ferro ed è buona fonte di vitamina B12, e proprio  questo la fa collocare nella famiglia delle carni magre.